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Come portare l’esperienza di un FotoReporter nel Matrimonio

Intervista ad un fotografo rivoluzionario
MARCO BARONCINI (BE YOUR SELF)

Come è nata la tua Azienda?

Prima di approdare nel mondo del matrimonio la mia vita era completamente diversa, lavoravo per le agenzie Americane facendo il fotoreporter: passavo più tempo all’estero che in Italia, vivendo ogni giorno un’avventura diversa. Tra le macerie degli tsunami, le prigioni in sud America e tante altre situazioni che non sto qui a raccontare, non mi annoiavo mai. 

Poi, è nato Francesco, e lui si che mi ha cambiato la vita: non volevo perdermi nemmeno un giorno assieme a lui. Così ho deciso di aprire uno studio vicino casa, e ho cominciato a lavorare come fotografo matrimonialista. 

Presto i nodi sono venuti al pettine e ovviamente non avendo una strategia e la più pallida idea di come andare a cercarmi i clienti, stavo annegando molto velocemente. Finché da lontano qualcuno mi ha lanciato un giubbotto di salvataggio, su cui c’era scritto “Riempi la tua agenda e libera il tuo tempo”. E io mi ci ci sono aggrappato fortissimo e sono salito a bordo della grande Revolution. 

Da quel momento in poi durante il percorso ho incontrato tante difficoltà, tante piccoli soddisfazioni ma soprattutto tante persone che mi hanno accompagnato verso la giusta direzione. Finchè non è nata “BE YOUR SELF PHOTO”: una vera e propria azienda, non più un piccolo studio che anziché perdersi nella giungla Romana emerge dalla massa con un BPS ben definito.

Sentivo l’esigenza di proporre nel mondo della fotografia di matrimonio qualcosa di diverso, più aderente a quelle che sono le richieste degli sposi che non vogliono un servizio fotografico in posa, e troppe costrizioni durante il matrimonio. Oggi tutte le spose vogliono il REPORTAGE. Dopo aver fatto fotoreportage per 20 anni, in giro per il mondo, posso affermare con grande consapevolezza che questo genere di servizio NON è quasi mai possibile il giorno del matrimonio.

Molti fotografi si ostinano a sponsorizzare i propri servizi come reportage pur sapendo che è impossibile farlo in una giornata intensa come il matrimonio, ma nessuno ha il coraggio di dirlo e così chi ci rimette alla fine sono gli sposi che sono costretti a mettersi comunque in posa.  Per questo motivo ho creato un metodo completamente nuovo, che mi differenzia da tutti i fotografi di matrimonio che dicono di fare reportage.

Cosa facevi per farti notare prima della WR?

Prima della WR ero nel nel CAOS di tutti i piccoli/medi studi, facevamo fiere, pubblicità sui giornali cercavamo di instaurare rapporti con i proprietari delle location o con le Wedding Planner. 

Questo ha funzionato fino ad un certo punto, poi ci siamo resi conto che nonostante la qualità alta dei prodotti, e le fotografie di un certo livello, quello che faceva la differenza per gli sposi era sempre il prezzo. Non sapevo niente di marketing e non avevo la più pallida idea di cosa significasse comunicare, se non utilizzare un breve slogan da fiera. 

Quali erano gli STRUMENTI e i CONTENUTI che utilizzavi per comunicare?

Comunicavo con i segnali di fumo! Avevo semplicemente un sito vetrina, pagine sui social, e ovviamente partecipavo a tutte le fiere, investendo molte risorse economiche. Riuscire ad emergere tra 40 fotografi all’interno di una fiera non è semplice, gli sposi vanno spesso in confusione, per questo motivo basavamo tutto sul prezzo. 

Partecipare ad una fiera non è premiante, tanti affanni non portano a nulla. 

La WR è arrivata nel momento in cui ho deciso di cambiare e ho capito che stavo svalutando completamente il mio servizio

I clienti ti capivano? Riuscivano a percepire il tuo messaggio?

Gli sposi non mi capivano perché in realtà non avevo un vero messaggio. Non esisteva una comunicazione, non avevo dei contenuti di valore, gli sposi leggevano solamente brevi slogan fumosi. 

A volte qualcuno comprendeva il mio valore e apprezzava il mio trascorso fotografico, infatti inizialmente ho puntato su questo, pensando che potesse essere un fattore forte nella decisione finale, poi però ho constatato che la maggior parte degli sposi basava la propria decisione sul prezzo senza comprendere realmente ciò che offrivo, perché non sapevo comunicarlo.

Non mi distinguevo dagli ed ero uno dei tanti fotografi. 

La WR mi ha insegnato cosa significa posizionarsi sul mercato e mi ha aiutato a costruire la struttura necessaria per sorreggere la mia azienda.

Oggi ho imparato che senza un’idea differenziante, senza contenuti di valore e senza una strategia di Marketing vera, è difficile (in una grande città come Roma impossibile) emergere e far percepire il proprio messaggio. Probabilmente da solo ci avrei messo altri 20 anni con risultati molto deludenti.

Cosa è successo dopo la Wedding Revolution?

Dopo la WR ho spalancato la mente. Ho capito che dovevo fare qualcosa e dovevo farla subito. Prima che il mercato mi ingoiasse. Ero carico di energia, avevo l’adrenalina a mille. 

Quei due “faccioni” sullo schermo del mio pc prima e dal vivo poi, mi avevano conquistato e avevano la soluzione al mio problema. Dopo quelle due giornate incredibili Roberto e Stefano hanno riacceso quella fiamma dentro che ormai era spenta da tanto tempo. Finalmente avevo una direzione sotto i miei occhi ed ero pronto a tutto pur di fare la mia rivoluzione… Così ho consegnato la mia candidatura per il TOP MIND… sono stato preso… e da lì è cominciato tutto.

Ero stanco di andare in fiera ad elemosinare un appuntamento. Non ce la facevo più ad aspettare che qualcuno venisse a bussare alla mia porta in una città infinita come Roma. Avevo bisogno di una guida, ma prima di tutto di una doccia ghiacciata che mi sconvolgesse, e la WR è stato questo.

Ho iniziato subito a studiare ad analizzare i numeri sul mercato, una cosa che prima non avevo mai fatto, e ben presto ho avuto tra le mani un risultato sconvolgente, il numero di matrimoni solo sulla mia città era esorbitante ma diviso per il numero dei fotografi avrei dovuto combattere con le armi e con i denti per prendermi la mia parte. Ma un vero rivoluzionario non si spaventa, così, per un po’ di tempo ho messo nello zaino la macchina fotografica, e ho cominciato a studiare come un matto. 

Passavo notte e giorno sui libri e sui videocorsi che ci passavano Stefano e Roberto. Ore di corsi dal vivo in cui il confronto con i miei compagni di viaggio era di fondamentale importanza per crescere. Il loro aiuto è stato di vitale importanza, solo grazie a loro sono riuscito a plasmare un’idea differenziante forte che potesse darmi l’autorevolezza e il posizionamento che stavo cercando.

Portare il mio background nel mondo del matrimonio e riuscire a coinvolgere le spose in un’esperienza davvero unica, e fargli capire che il vero reportage è un’altra cosa era la mia missione principale, e finalmente sto per raggiungere il mio obiettivo.

Questo ribaltamento di ruoli in cui ora sono io a scegliermi i clienti mi piace tantissimo, e mi permette di non dover sottostare alle condizioni degli sposi, il che aumenta la mia dignità e il mio rispetto. 

In che modo sono migliorate le cose per te dopo aver vissuto la WR?

la mia visione del lavoro e del mondo del matrimonio è cambiata in maniera radicale. Guardavo il mio schema delle priorità e delle urgenze ed era completamente sballato.

Una delle prime cose che mi hanno insegnato Roberto e Stefano è stata quella di dare la giusta importanza ai nostri impegni, distinguendo in maniera definitiva quali sono le urgenze e quali le priorità, e successivamente delegare tutto quello che in realtà ci faceva perdere tempo!

Non avrei mai immaginato di pagare una persona per fare quello che prima facevo io. Oppure uscire dallo studio per andare a prendere i miei figli a scuola e portarli al parco.

Per un fotografo delegare il proprio lavoro non è mai semplice, la scelta delle foto, la calibrazione, la composizione dell’album, fa tutto parte di un processo troppo importante per essere fatto da qualcun altro che non fossi io.

Anche perché, diciamocelo chiaramente, avere un dipendente costa, ma costava ancora di più andare alle fiere di Roma per farsi pubblicità.

Alla fine è stato semplice, ho fatto i conti, e anziché pagare l’università ai figli degli organizzatori della fiera ho preferito darli a qualcuno che mi aiutasse veramente in studio, così intanto mi occupavo e mi occupo anche ora della cosa più importante: il Marketing strategico della mia azienda!

Ho imparato a ragionare da imprenditore, in questo modo posso occuparmi di marketing senza stare dietro alle urgenze.

Quale è stato il cambiamento più grande che hai avuto dopo la WR?

La WR mi ha trasformato definitivamente, se fino a poco più di un anno fa ero solo un fotografo con tante pubblicazioni, tanti libri, tante mostre alle spalle, tanti viaggi e tanta, ma tanta esperienza ora sono un IMPRENDITORE fotografo che ha scritto un libro senza immagini e ha spiccato il volo verso la vetta del successo.

Non vado più alle fiere a consegnare volantini con prezzi stracciati. Non vado più  a chiedere in ginocchio un appuntamento. Io valgo molto di più, il mio lavoro e il mio tempo valgono molto di più. Non rispondo più alle 750 telefonate delle spose che vogliono un ritocchino, e non devo più fare i miracoli per vendere 2 pagine in più dell’album. 

Adesso sono io che decido chi voglio fotografare e chi no. 

Ho un obiettivo molto chiaro da raggiungere, ho spostato i confini lontano da questa città che prima sembrava grandissima e troppo difficile da conquistare, e ora invece non mi basta più. Roberto e Stefano mi hanno insegnato che “Santa Speranza” non esiste e se speri ancora che le cose cambieranno e che prima o poi si aprirà una porta verso la scalata, allora ti sbagli di grosso. La Rivoluzione non puoi farla se non sei in grado di rompere definitivamente quel muro che ti separa dalla libertà.

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